venerdì 29 febbraio 2008

"C'è un pò di rosiGaDa dietro? Oppure no? Sincero, devi essere spontaneo..."

Salto tutto il prologo in cui mi giustifico del fatto che ho visto un pò di Sanremo in questi giorni.
(Ieri addirittura dopo aver speziato illegalmente il cous cous alle verdure e dopato quattro creme alla catalana ho convinto il caro F. a guardarsi la soirèe dei duetti con me...Per uno come F. che non guardava Sanremo da anni, si è passati da sensazioni di sgomento a, nell'ordine:
- incredulità
-pensieri disfattisti ("Non ce la posso fare, davvero, non posso, non lo reggo, questo è troppo!")
-ilarità
-spiritosaggini politically uncorrect (anche se sarebbe meglio definirle "di Bassa Macelleria")
-pensieri suicidi
-depressione
-mania
-nausea
-rash cutanei
-cefalea
-stati d'ansia
-anaffettività)

Il premettere che ho in stima Frankie Hi Nrg mentre a Federico Zampaglione preferisco la salmonellosi (ma alcuni studi dimostrano che c'è una correlazione fra il leader dei Tiromancino e la famigerata infezione enterica) è però doveroso.

Ieri al Dopofestival c'è stata questa scena fantastica di cui mi preme farvi notare:
- Il motivo del contendere (Frankie Hi Nrg pensa che la canzone dei Tiromancino non sia "A Day In The Life" dei Beatles).
-Le argomentazioni di Federico Zampaglione ( "Io vendo più di te perepìperepè", "Anche la tua è più brutta dei tuoi vecchi successi", "Ero a una festa e sono venuto quì apposta per risponderti", "Parli male di me", "Lo dico alla maestra", "Chi fa la spia non è figlio di Maria", "Leccaculo", "Ti ho beccato Faccia di Gelato", "Quattrocchi Sparapidocchi" e via discorrendo).
-Lo stile retorico di Federico Zampaglione ("Fammi parlare! Non interrompermi!", ad un certo punto credo volesse chiamare in suo aiuto Gianni Sperti e Maria De Filippi e mi pare di aver sentito che si rivolgesse al "Fratello" (beh, certo, fa rap e lo chiama "Fratello" YOYOYO!) chiamandolo "il tronista"... ).
-Il ribattere prolisso e impetuoso di Frankie Hi Nrg (in tutto, con fare placido che manco il mio gatto a mezzogiorno sdraiato al sole, 4 parole di cui due mai furono più azzeccate: la prima era 'STI e la seconda CAZZI.).

No, ok, in verità faccio la cretina per celare il mio vero stato d'animo.
Sono infatti assai preoccupata giacchè mi aspetto, entro stasera, una visita da parte di Zampaglione che, stizzito, abbandoni un party dopo essere venuto a conoscenza, da parte di qualche spia malefica, del mio commento, espresso martedì, sulla sua canzone.

(Non lo ripeto perchè potreste riferirglielo, ma aveva a che fare con un incremento piuttosto vivace della mia motilità intestinale associato a profusa espressione fisiologica dello stesso in risposta all'ascolto del suo brano).

lunedì 18 febbraio 2008

martedì 12 febbraio 2008

Anvedi chi c'è! (cit.)

Ieri a NY ha sfilato la Fall 2008 di Marc Jacobs. In genere l'adoro, stavolta la collezione è stata fiacchina rispetto al solito (a parte alcune cosine tipo questa).
All'after show però c'erano sia loro che lei.
Yeah.

Nanni e Isabella e l'Iraddiddio (o, meglio, del Suo losco Ufficio Stampa)

Niente.
Nanni e Isabella che in "Caos Calmo" amoreggiano...ehm...da...nel...col...derrière. Insomma. Niente. Non piacciono alla CEI in quanto "...i due amanti stanno in piedi, vestiti e non si guardano in faccia..." e questo è DISEDUCATIVO.
Ecco.
L'ha detto Don Anselmi e lui è uno che ne sa.
Di educazione.
Beh...
Niente.
Lasciamo perdere.

domenica 10 febbraio 2008

Shall I Compare Thee To A Summer Day?

Un giorno litigai con un amico per una ragione apparentemente stupida.

Morì Gianfranco Ferrè e ne fui piuttosto dispiaciuta nonostante non fosse uno dei miei stilisti preferiti (se non per il fattore-camicia ma questa è un'altra storia). Il mio amico mi disse che muore un sacco di gente ogni giorno e che io mi spiacessi per "un sarto pieno di soldi" era ridicolo. Io, chiaramente, non mi trovo d'accordo: sono libera di spiacermi per chi voglio e mi spiaccio molto se muore qualcuno che faceva bene il suo lavoro e/o "rappresentava" qualcosa e/o mi stava semplicemente simpatico etc.

Inutile dire (l'ho già detto in effetti) che la morte di Heath Ledger mi ha colpito per varie ragioni (era uno dei miei attori (giovani) preferiti, aveva solo 28 anni, aspettavo la sua interpretazione del "Joker" nel nuovo Batman e così via) e ammetto di aver seguito un pò morbosamente gli avvenimenti relativi alle indagini sulle cause di morte che, per la cronaca, è avvenuta a causa di un'overdose di farmaci accidentale. Non era un suicidio. Non era eroina nè merda del genere.
Una causa di morte con meno appeal, purtroppo per "Ok!".

Ad ogni modo, il funerale di questo giovanotto che ha astutamente pensato di ignorare tutti i bugiardini di tutti i medicamenti che assumeva (beh, non stava proprio benissimo)è stato ieri, a Perth, in Australia.
C'è stata una cerimonia in una chiesetta sulla spiaggia e dopo gli astanti si sono tolti le scarpe, si sono abbracciati fra loro,si sono tuffati e l'hanno finita così, ridendo e bevendo. Sembrano un pò scemi in effetti ma, di sicuro, si sono attenuti a qualcosa di cui lui ha parlato prima di morire ("Ehi, se morissi vorrei che...". Detta così, senza crederci troppo. Andiamo, chi non ci ha pensato almeno una volta?).

Ora, questo è un modo di salutare qualcuno assurdamente intenso e figo (sì, suona bizzarro per un funerale, ma è questo che ho pensato: "Figo!").

Per tacer del fatto che durante la commemorazione abbiano suonato"Come Together" dei Beatles, "1979" degli Smashing Pumpkins e "Old Man" di Neil Young e la madre di sua figlia abbia letto per lui una poesia di Shakespeare.

...

NB
Mia madre ricorda che la morte di Freddy Mercury, avevo 10 anni, mi scombussolò.
Dunque non sono nuova alla sindrome da ipersensibilità verso la morte di illustre vipperia.

MEMORANDUM
Ricordare alla Lil'Sista che, davvero, un pò scherzavo quando espressi il desiderio di venir tumulata con la mia tuta adidas old-school, le mie Gazelle storiche (in preciso pendant con la suddetta tuta) e le mani impegnate nell'esecuzione delle corna rock mantenute in sede dal rigor mortis mentre i miei amici declamano ad alta voce degli stralci da "101 Cose Da evitare Ad Un Funerale" di Luttazzi.

sabato 9 febbraio 2008

Dammiunalamettachèmitaglioleveneparappappappa...(cit.)

Ebbene, mi preparo alla campagna elettorale.
A subirla, e male, intendo.
In teoria dopo l'ultima (che trovai atroce) mi ripromisi di usare maggiore indifferenza nell'analisi delle questioni politiche per reagire in maniera più zen agli avvenimenti, evitando di imprecare a voce alta,rovesciando sul tavolo caraffe d'acqua e col dito puntato contro il televisore.
(Scene che nessuno dovrebbe vedere. Poco chic. Molto scurrili. I genitori,se presenti, inorridiscono. La Lil'Sista, che pensa che io, al solito, esageri col dramma, ascolta con interesse il mio eterogeneo campionario di oscenità riservato, come location, alle mura domestiche, unico luogo ove decido di non censurarmi. L'alternativa è esplodere.)
Non che io sia una pasionaria (per carità!), nè sventolo acriticamente bandiere di qualsivoglia natura. Ho un orientamento politico, sempre lo stesso dall'età di 13 anni e ora, a 26, mi riprometto a giorni alterni di essere moderata-moderata-MODERATA.
Così inizio un faticoso cammino verso la saggezza.
Insomma, per farla breve, proprio quando penso di aver raggiunto il massimo della ragionevolezza e una certa compostezza casalinga tradotte in incipit tipo: "Vedete, io non mi trovo d'accordo..." o "Questo telegiornale ci presenta i fatti in maniera piuttosto bizzarra..." e già i familiari/amici pensano: "Apperò!" succede qualcosa che con una lametta arrugginita comincia a scavare dentro il mio stomaco e io, debole, pecco di nuovo.
E giungo alla trista conclusione che avere una coscienza politica (suppongo sia il nome tecnico della lametta) non sia poi questo grosso vantaggio.
E' un dannato fardello.
Un fardello che ha solo la gente con dei problemi.
Ad esempio le veline non ce l' hanno.
O perlomeno non ci sono in letteratura casi documentati di veline affette da coscienza politica.
Caratteristica che, insieme all'assenza di ritenzione idrica, mi fa provare nei loro confronti un sentimento livoroso.
Livoroso.
Anche perchè, non lo nascondiamo, probabilmente le mie reazioni inconsulte ai titoli di un qualsivoglia telegiornale attivano dei radicali liberi.
E le litrate di Thè verde che bevo, signori miei, non ce la possono fare.

lunedì 4 febbraio 2008

I Now Walk Into The Wild

Per ora niente Cloverfield.
Ancora.
"Into The Wild" invece ce lo siamo messi in saccoccia sabato.
Esattamente come pensavo che fosse, ha soddisfatto le aspettative e si becca, secondo l'esimio duo cine-critico comprensivo della sottoscritta e del V., tre stelle e mezzo su un massimo di 5. All'unanimità.
Probabilmente siamo stati severi ma V. era in palese chetoacidosi da pacco-famiglia di M&M's e la sottoscritta è stata uccisa da una Light Coke e dal trailer di un film di vampiri che pare pessimo.
In realtà Emile Hirsch non mi è dispiaciuto affatto e Sean Penn è uno che sa quello che fa.
E non vedo l'ora di sentire il parere al riguardo di Johnny Palomba.
(Uh Uh!)