venerdì 2 luglio 2010

No Reservations: Sardinia

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E' ormai noto che io e il folk non andiamo d'accordo.
I gruppi folk esagitati, gli estremisti del ballu tundu, i fissati delle tradizioni mi annoiano e faccio eccezione solo per veri esperti in materia, rari quanto interessanti: ho un amico, persona colta e divertente, che ascolterei per ore parlare delle cuciture di un abito tradizionale (sappiate che è molto più simile all'haute-couture di qualsiasi altra cosa al mondo).
Per il resto il mio unico momento-folk durante l'anno è la religiosa devozione con la quale seguo Sa Sartiglia della quale mi riempio talmente tanto gli occhi che per i restanti 364 giorni sono assolutamente a posto.
Una cosa però devo dirla, quando si dice che la Sardegna non è Italia, beh, capisco possa essere difficile capirlo per chi sardo non è, ma è vero quanto è vero che Capezzone al posto del cervello ha gusci di uova sode. Non è solo vero, è lapalissiano.
E, di fatto, provo ribrezzo per il senso di patria giacchè il patriottismo è il sentimento più inutile dell'universo mondo e, soprattutto nella Penisola in cui da sempre è "Franza o Spagna purchè se magna" parlare di patriottismo è come parlare di moralità a casa di Silvia Vada: totalmente ridicolo.
Se mi chiedessero però se mi sento sarda signori miei, eccome se dovrei, in tutta onestà, rispondere affermativamente: sono italiana perchè è scritto nel mio passaporto ma sono sarda perchè lo sono è basta, l'esserlo o meno non è una cosa che posso realmente decidere, come non ho potuto decidere il colore dei miei occhi o la mia G6PD carenza.
Ad ogni modo, detto questo, non avevo mai realizzato coscientemente che c'è un'altro aspetto tradizionale che mi è caro al corazon, ed è la cucina.
Il motivo per cui non riesco a diventare vegetariana è il dannato, lussuriosamente squisito, cibo isolano e, in questo, gioca un ruolo fondamentale mio padre che teme una mia conversione al meat-free quasi più di quanto tema che io possa fidanzarmi con quell'esemplare di testicolo antropomorfo di Fabrizio Corona, beh, ehm, ho detto quasi.
Il babbo di fatto, appena ha sentore di conversione veggie mi porta delle bistecche da 750gr di vitello giovine, accende un fuoco e le mette sulla piastra facendomi arrivare il profumo ovunque mi trovi mediante sapiente sventolamento di copia vecchia dell'Unione Sarda.
Aggiungeteci che i vegetariani non possono mangiare la bottarga e avrete un cammino verso il mangiare etico disseminato di ostacoli: l'orecchio del maialetto che vi saluta fascinoso, l'insalata di polpo che vi fa l'occhiolino, il prosciutto di Desulo che vi sculetta davanti e cricche di aragoste alla catalana che vi sorridono muovendo graziosamente quelle zampette piene di polpa.
Ecco perchè vi posto le puntate, girate in Sardegna, di No Reservations, il programma food&travel di Anthony Bourdain, un uomo che ha avuto il buon gusto di sposare una (bella) ragazza di origine sarde di nome Ottavia e riprodurcisi pure.
I programmi sulla Sardegna, in genere, sfracassano i coglioni ma questo è godibile.
Alleluja.

PS
Vorrei tanto essere vegetariana e non perdo le speranze, mica rimarrò per sempre un'immorale alimentare!
...
Almeno datemi tempo.